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Consulte:l'amministrazione comunale di Latina in totale confusione
21/06/2008 - Latina - Con la presentazione del Tavolo della Cultura, voluto dall'assessore Bruno Creo, si è data vita di fatto a quella consulta degli artisti che il Partito Democratico aveva criticato sia per la manifesta contrarietà ai dettami dello Statuto comunale, sia perché le politiche culturali devono essere promosse tramite le associazioni, che con questo intento specifico nascono e operano, e non riunendo singoli artisti catalogati in albi, quando l'arte è di per sé incatalogabile. Non può essere il cambiamento di una parola, da Consulta a Tavolo, a modificare il senso dell'iniziativa. «Tanto più – spiega Nazzareno Ranaldi, responsabile associazionismo del Pd di Latina – che si stanno sovrapponendo organismi e competenze. Sembra che ogni assessorato voglia varare la propria Consulta. Ha cominciato Enrico Tiero per lo Sport, poi Creo con la Cultura, ed ora sono allo studio della Commissione altri due regolamenti per l'istituzione della Consulta delle associazioni di promozione sociale e per la Consulta del volontariato, dall'iniziativa dell'assessore ai Servizi Sociali Stefano Galetto». Il Partito Democratico sottolinea l'azione incomprensibile della Giunta comunale. «Quello che emerge – aggiunge Andrea Giansanti, responsabile Sport del Pd – è una sostanziale mancanza di comunicazione fra gli assessorati. Ognuno si muove indipendentemente dagli altri. Nei regolamenti per le due nuove Consulte, infatti, si fa esplicito riferimento fra le associazioni di promozione sociale anche alle associazioni sportive, alle associazioni culturali ed artistiche. Queste a chi dovranno fare riferimento? Ai Tavoli già esistenti o alle Consulte in via di istituzione? E' un chiaro sintomo di una totale mancanza di pianificazione e dell'assenza di una strategia chiara da parte dell'Amministrazione comunale. Non vorremmo che ogni assessore punti a cercare una vetrina personale o, ancor peggio, a mascherare con l'adozione delle Consulte il fatto di non avere un programma politico da sviluppare per il settore che gli è stato affidato. Questi Tavoli non possono costituire l'alibi per la carenza di idee e iniziative della Giunta». Di questo passo pure in altri settori potrebbero nascere nuove Consulte. «Anche l'Assessorato all'Ambiente può immaginare la Consulta delle associazioni ambientaliste – prosegue Giansanti – pur se già ricomprese tra le associazioni di promozione sociale. Così come l'Assessorato alla Sanità potrebbe raccogliere in un Tavolo tutte le associazioni che si occupano di volontariato per la qualità della vita o i diritti della persona. Queste ultime sono previste nella Consulta delle associazioni di volontariato che, paradosso dei paradossi, include associazioni già indicate come facenti parte della Consulta per la promozione sociale voluta anch'essa dall'assessore Galetto». Il Partito Democratico intende fare la propria parte ed essere propositivo sui temi dell'associazionismo, per i quali nutre particolare sensibilità. «Nei prossimi giorni - conclude Ranaldi – presenteremo un documento nel quale elencheremo le nostre idee e proposte. Intanto chiediamo di fare chiarezza sulle competenze dei Tavoli e delle Consulte avviati o in via di istituzione, e per le associazioni di volontariato e di promozione sociale chiediamo che venga stralciato dai regolamenti proposti dall'assessore Galetto lo strumento dell'Osservatorio, che appare un ombrello posto sulle associazioni, non previsto dallo Statuto e sulle cui funzioni sorgono diversi dubbi, anche alla luce del ristretto numero di suoi componenti a fronte di una realtà associativa di riferimento particolarmente vasta ed articolata».
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