10/05/2010
- Latina -
Da oltre due anni il presidente del Parco Nazionale del Circeo, in sintonia con la precedente giunta regionale Marrazzo, mantiene praticamente bloccato ogni ipotesi di sviluppo compatibile con i valori ambientali e sociali del territorio di Sabaudia.
Il suo approccio, sbagliato, rigido e personalistico sulle politiche ambientali, sta arrecando notevoli danni all’economia turistica e alle attività produttive connesse all’economia del mare.
La comunità di Sabaudia da decenni ha saputo convivere armoniosamente con i valori naturalistici del proprio territorio e con l’istituzione del Parco Nazionale del Circeo.
Tuttavia, i metodi adottati da Benedetto e le sue scelte amministrative e politiche imposte in questi ultimi anni hanno creato, di fatto, una profonda rottura degli equilibri economici, sociali e istituzionali locali.
Penso in particolare agli indirizzi adottati recentemente per la redazione del Piano Direttore del Parco, individuati a tavolino e all’obbrobrioso protocollo d’intesa predisposto con la Regione Lazio e con il Ministero dell’Ambiente, calato letteralmente sulla testa del Comune e dei cittadini di Sabaudia.
Infatti, in quest’ultimo grave atto “politico e amministrativo”, oltre a vincolare il Lago di Paola come “sito geologico regionale” viene addirittura previsto l’avvio di un censimento di tutte le attività produttive incompatibili con il lago e con il territorio del parco.
Gli effetti di tali scelte hanno già causato il blocco di importanti opere pubbliche finanziate dalla Provincia di Latina, la chiusura di importanti e prestigiose attività nautiche e la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro, mettendo in ginocchio l’economia di Sabaudia e dei comuni limitrofi (i cantieri Rizzardi, Prisma e le attività dell’indotto).
Continuando di questo passo finiremo per chiudere anche le attività agricole e zootecniche presenti nel perimetro del Parco Nazionale del Circeo.
Si tratta di decisioni gravi e assunte in spregio ai più elementari bisogni produttivi e sociali dei cittadini, che umiliano le stesse prerogative di programmazione e sviluppo delle istituzioni locali e provinciali.
Il dato reale è che il presidente Benedetto ha fatto prevalere a tutti i costi le sue logiche ideologiche sulle legittime esigenze di coniugare lo sviluppo economico con la necessaria salvaguardia ambientale; oggi più che mai possibile grazie alle nuove e più moderne tecnologie per l’ambiente.
Sta di fatto che in questi anni il presidente del parco non è riuscito a costruire nulla di buono, né a creare le necessarie condizioni di alleanze sia sociali che istituzionali, rendendosi così incompatibile con il contesto sociale delle comunità del parco.
In questo quadro le cosiddette “aperture” fatte giungere da Benedetto al Comune di Sabaudia all’ultimo minuto appaiono davvero strumentali e fuori tempo massimo.
Ritengo, che sia giunto davvero il momento di mettere la parola fine ad una situazione ormai non più sostenibile: questo presidente costituisce ormai un impedimento reale sia per la salvaguardia ambientale sia per lo sviluppo compatibile delle comunità locali facenti parte del Parco Nazionale del Circeo.
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