.: Tempo d'Europa
L'europeismo del Presidente Napolitano testimonia l'impegno dell'Italia nel processo di integrazione europea
04/03/2010 - Bruxelles - "In un momento in cui la crisi economica coincide con un'Europa che fatica a ritrovare lo slancio dei padri fondatori, la visita del Presidente Napolitano è un segnale forte e incisivo di quell'europeismo autentico e concreto, che trova nell'Italia, paese fondatore, la sua naturale espressione". Lo ha dichiarato Mario Mauro, presidente dei deputati del PdL al Parlamento europeo a margine della Conferenza dei Presidenti a cui ha preso parte insieme al Capo dello Stato Giorgio Napolitano (nella foto con il presidente del Pe Buzek), a suo agio nelle sale di una istituzione che ha frequentato per anni, dal 1989.

"La presenza del Presidente Napolitano alla Conferenza dei Presidenti del Pe costituisce uno stimolo istituzionale che di fatto innova, attraverso relazioni informali, la piena attuazione del trattato di Lisbona come già auspicato in questi giorni dal presidente del Consiglio Van Rompuy. C'è una terra di nessuno che deve essere esplorata nell'interesse dei popoli europei se vogliamo che le potenzialità del Trattato dispieghino opportunità e rendano l'Europa capace di parlare con una voce sola, di agire come un sol uomo", ha ribadito Mauro.
 
"Oggi l'Europa fatica a ritrovare se stessa, e questa crisi di identità intacca in modo non trascurabile anche il tradizionale europeismo degli italiani che è in costante e preoccupante calo - ha proseguito l'eurodeputato - Questa visita al Parlamento europeo ci offre lo spunto per una riflessione su cosa l'Unione vuole essere per le prossime generazioni e su come agire concretamente per invertire la tendenza negativa in termini di fiducia dei cittadini".

"Candidiamo l'Università europea di Firenze a ospitare la Scuola diplomatica europea". La proposta è stata avanzata da David Sassòli, capo della Delegazione del Pd al Parlamento europeo, nel suo intervento di saluto al Presidente della Repubblica.
Sassoli ha annunciato l'invio di una lettera al presidente Barroso, alla baronessa Ashton e al presidente dell'Unione Van Rompuy, per proporre la candidatura della prestigiosa università fiorentina a ospitare la sede del motore della diplomazia europea, e ha invitato tutti i  parlamentari italiani, il ministro degli esteri Frattini e il commissario Tajani a impegnarsi per raggiungere questo obiettivo. "Sono certo, come in tante altre occasioni è avvenuto, che il sistema paese sarà capace di esprimere l'orgoglio di essere protagonista della costruzione della politica estera dell'Unione come previsto dal trattato di Lisbona", ha aggiunto Sassoli al termine dell'incontro con il Capo dello Stato.

“Dalla visita al quartiere generale della Nato alle parole di oggi al Parlamento europeo, passando attraverso la  Commissione europea,  il nostro Capo di Stato ha rinfrescato le idee all’Europa, ricordando cosa significhi credere in un progetto che ha molto da dare e da dire sulla scena internazionale mondiale”. Così il presidente della Commissione affari esteri Gabriele Albertini ha accolto Giorgio Napolitano all'incontro con i deputati italiani.
“Gli strumenti per attuare un'Europa autorevole ci sono, e con l’Entrata in vigore del trattato di Lisbona sono anche incrementati - basti pensare a un Parlamento che sta recuperando sempre più la sua funzione legislativa oppure all’istituzione del tanto atteso Ministro degli esteri europeo. Occorre però abbandonare quel sottofondo di populismo e nazionalismo che fa ripiegare l’Europa su se stessa, rendendola un interlocutore debole e autoreferenziale”, ha affermato l’europarlamentare.
“Il nostro Presidente non ha mancato di riaffermare l’impegno e la credibilità dell’Italia in questo processo. Al contrario di chi ha sussurrato di recente una marginalizzazione del nostro Paese, ritengo che il lavoro dei colleghi italiani alle Istituzioni europee sia deciso e costruttivo. Come presidente della Commissione affari esteri sto stringendo un rapporto sempre più influente e dinamico con il Ministro degli esteri Ashton, si sta inoltre affermando tra gli europarlamentari italiani un metodo trasversale di lavoro che supera le divergenze politiche. Sono passi iniziali verso  quel rafforzamento dell’integrazione europea, cui Napolitano ci ha richiamato. C’è bisogno di più Europa,  dunque,  anche in Italia”.

Maria Cristina Coccoluto

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