04/03/2010
- Bruxelles -
“Soddisfazione per il pronunciamento della Corte europea che ha rispettato il principio di sussidiarietà, cardine dell’Unione europea e del nuovo Trattato di Lisbona”, ha commentato il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli in merito alla sentenza della Corte europea dei Diritti dell'uomo che ha accolto il ricorso dell'Italia sulla decisione contro il crocifisso con cui la stessa Corte, il 3 novembre scorso, proibiva la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.
“Una sentenza che tiene inoltre conto del sentire comune degli italiani e rispetta un simbolo che non ha solo valenza religiosa, ma rappresenta un’identità culturale condivisa in Europa”.
"Meglio tardi che mai! Finalmente dall’Europa arriva una buona notizia, che conferma la bontà e la fondatezza della nostra battaglia per difendere il crocifisso, simbolo della nostra storia e delle nostre tradizioni”. Questo il commento di Mara Bizzotto - parlamentare europea della Lega Nord che a Natale aveva consegnato personalmente 7 crocifissi ai Giudici di Strasburgo (nella foto).
“Ora speriamo che la Grande Camera riveda e rigetti totalmente la folle sentenza contro il crocifisso emessa dalla Corte nel novembre scorso. Quello che ci aspettiamo è un atto di giustizia e verità verso il nostro popolo e verso la storia del nostro Paese e della stessa Europa”.
"E' con viva soddisfazione che esprimo il mio compiacimento e quello della delegazione del PdL al Parlamento europeo per l'accoglimento, da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, del ricorso dell'Italia contro la sentenza sul crocifisso nelle aule", è stata la prima dichiarazione di Mario Mauro, presidente dei deputati del PDL al Parlamento europeo.
"Il Governo italiano si è dimostrato coerente e fermo nella difesa del principio di sussidiarietà in primis e nella difesa di quello che è un simbolo delle nostre tradizioni, della nostra cultura e della tradizione europea, tutte rappresentate dal simbolo religioso del crocifisso - ha dichiarato Mauro - Se la Corte elimina, con una sentenza giudiziaria, il crocifisso dalle scuole, non cancella solo un simbolo cristiano, cancella le radici della nostra società nel suo insieme".
"La ricevibilità del ricorso è un primo importantissimo passo nella giusta direzione, e ora ci auguriamo che la Corte riveda il contenuto della sentenza e lo ribalti", ha concluso Mario Mauro.
Maria Cristina Coccoluto
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