.: Cronaca
Riconosciuto rimborso per la clonazione delle carte di credito
13/12/2009 - Minturno - Un'importante vittoria della Confconsumatori in tema di clonazione di bancomat e carte di credito è stata ottenuta nei confronti della società Poste Italiane S.p.A.
Il Giudice di Pace di Minturno ha riconosciuto il diritto di un consumatore alla restituzione di quanto gli era stato sottratto illecitamente dalla sua Carta Postepay.
Il consumatore in questione, come altri le cui segnalazioni sono pervenute alla Confconsumatori Provinciale, è stato coinvolto in una importante operazione di clonazione di carte di credito che ha interessato il sud pontino nell'agosto – settembre 2007, vedendosi sottratte varie somme di denaro riconducibili ad acquisti mai effettuati. Si provvedeva prontamente a segnalare quanto accaduto e a richiedere la restituzione delle somme di denaro sottratte direttamente alla società Poste Italiane S.p.A., obbligata per legge a tenere indenne il titolare della carta di credito clonata.
“E' importante – dichiara l'avv. Franco Conte, Presidente Provinciale della Confconsumatori, - conoscere i propri diritti e utilizzare tutti i mezzi, anche giudiziari, per la tutela degli stessi. In particolare il Giudice di Pace di Minturno ha riconosciuto la responsabilità della società Poste Italiane S.p.A., la quale ha addirittura provveduto a disporre pagamenti in favore di terzi senza ricevere l'ordine di accredito dal titolare, venendo meno all'obbligo di diligenza professionale e di buona fede nell'esecuzione del contratto. Il Giudice, quindi, ha condannato le Poste Italiane S.p.A. alla restituzione di quanto sottratto illegittimamente dalla carta di credito nonché al pagamento delle spese legali.”
“La Confconsumatori – continua l'avv. Conte - sin dal 2007 è stata vicina ai propri associati del sud pontino fornendo informazioni ed assistenza per la tutela degli stessi, impegno che ha trovato puntuale conferma attraverso il riconoscimento dei diritti dei consumatori e da ultimo anche in sede giudiziale con questa ultima sentenza del Giudice di Pace di Minturno.”

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